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CIRCO ALL’INCIRCA – GLI STESSI

22 Maggio ore 19:30
  • : 22 Maggio 2026 ore 19:30

idea drammaturgica di Davide Perissutti e Roberto Magro

con Alessandro Maida, Davide Visintini, Giorgio Bertolotti, Tommaso Panagrosso

 

musiche originali Simon Thierré

coreografie Erika Bettin

scenografie Andrea Avoledo e Paolo Tonezzer

effetti visivi Natalie Monforoy

costumi Elettra Del Mistro

 

regia di Roberto Magro

 

una produzione Circo all’inCirca in collaborazione con Cooperativa Puntozero

con il sostegno di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Comune di Udine

e in partnership con Fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine, Comune di Udine, Simularte società cooperativaFLIC scuola di circo

 

Età consigliata: dai 6 anni, per tutti

 

In un universo rarefatto, sospeso tra l’assurdo e il poetico, quattro figure abitano uno spazio instabile, costruito attorno a un enigma architettonico: la porta.

Il progetto nasce da un’immagine cinematografica: l’universo poetico di Otar Iosseliani, con il suo realismo magico lieve, quotidiano, intriso di umanità. In quel mondo in cui gli oggetti sembrano respirare e il gesto ordinario si carica di mistero, Circo all’Incirca ha trovato il punto di partenza per costruire la sua scena. Gli stessi prende forma proprio lì, dove l’immaginazione sfiora il reale, dove una porta può diventare simbolo, soglia, possibilità, e dove l’identico si apre all’altro attraverso piccole magie circensi.

 In scena quattro porte che non portano da nessuna parte, sedie che si ribellano al loro ruolo, carriole che diventano elementi d’arredo e ombre che bussano nel vuoto. Gli stessi è un viaggio scenico nella geometria paradossale dell’abitare; la “porta” divide, unisce, trasforma, è accesso e fuga, dentro e fuori, soglia e rifugio. Lo spazio nasce attorno a questo varco: è lì che tutto inizia, si frattura e si ricompone. I protagonisti – identici, ripetuti, speculari – agiscono sempre insieme, mossi da una logica collettiva che si incrina quando l’unità si spezza. Gesti quotidiani diventano rituali coreografici: la sigaretta, l’ombrello, l’equilibrio circense si trasformano in linguaggi condivisi, disturbati da oggetti che sembrano irrompere sulla scena da un altrove che non è dato conoscere. Costruito come un universo visivo sospeso tra realismo magico e tensione surreale, lo spettacolo gioca sul contrasto tra forma e suono, simmetria e disordine, dentro e fuori. La musica disattende, le luci ingannano, le ombre raccontano quello che non si può dire. 

in prevendita da giovedì 4 dicembre 2025