immagine Washington Square: Uno spettacolo corale e visionario in scena martedì 27 marzo con inizio alle 20.45

Washington Square: Uno spettacolo corale e visionario in scena martedì 27 marzo con inizio alle 20.45

Al Giovanni da Udine arriva WASHINGTON SQUARE (Storie Americane) di Giancarlo Sepe

Ispirato all’omonimo romanzo di Henry James e recitato in inglese con poche brevi battute, è prodotto dal Teatro della Comunità e Compagnia Orsini

Si comunica che l’incontro con il pubblico annunicato per martedì 27 marzo alle 17.30 nel foyer del Teatro, non avrà luogo causa impegni improrogabili del regista e della Compagnia.


Udine, 23 marzo 2018 - Approda al Giovanni da Udine martedì 27 marzo alle 20.45, per la rassegna “Tempi Unici”, Washington Square (Storie Americane), uno dei più recenti lavori di un protagonista indiscusso del Teatro contemporaneo, Giancarlo Sepe. Realizzato dalla Compagnia del Teatro La Comunità in collaboraione con la Compagnia Orsini, vede protagonisti Sonia Bertin, Marco Imparato, Silvia Maino, Pietro Pace, Emanuela Panatta, Federica Stefanelli, Guido Targetti, Adele Tirante. Le scene e i costumi sono di Carlo De Marino, le musiche sono a cura di Davide Mastrogiovanni e Harmonia Team, il disegno luci è di Guido Pizzuti.

Con il suo inconfondibile spirito visionario Giancarlo Sepe, regista apprezzato e amato da una generazione di grandi attori come Romolo Valli, Giuliana Lojodice, Aroldo Tieri e Mariangela Melato, porta in scena una ballata d’amore e morte, uno spettacolo corale che sottende una tagliente critica sociale dell’America perbenista in cui movimenti, musiche, luci, coreografie, costumi e trucco sono insostituibili ingranaggi di un disegno generale minuziosamente costruito. Recitato in inglese con poche brevi battute che lo rendono comprensibile a tutti, Washington Square con il sottotitolo Storie Americane è, nello spettacolo di Giancarlo Sepe, un pamphlet dedicato alla lotta delle donne americane per ottenere la parità dei diritti: un viaggio al femminile nella storia americana tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento. Al centro della storia Catherine Sloper, giovane minuta, insignificante e scialba di cui il padre, famoso medico della città tanto ricco e affermato quanto possessivo e arrogante, soffre le pochezze intellettuali e caratteriali, e che malvolentieri si trascina per feste e balli. Durante un ricevimento la ragazza incontra Morris, un giovane  affascinante che si dice innamorato e pronto a sposarla. Il dottor Sloper si oppone energicamente, sicuro che Morris sia più attratto dal suo patrimonio che dalla bellezza della figlia, inesistente. Si scontra però con l’ostinazione di Catherine che cerca di sposare consapevolmente l’uomo "sbagliato", per esercitare il proprio diritto all’autodeterminazione, contro il parere dell'integerrimo padre e contro la società perbenista e puritana dei salotti “bene” di una New York tra la guerra di secessione e i primi anni Venti.

In Storie Americane, le vicende della più che benestante famiglia Sloper si intrecciano con quella delle famiglie che, emigrate dall’Europa, hanno creato il Nuovo Mondo, sopportando ogni tipo di disagio e di lotta per arrivare ad ottenere una terra e creare il loro futuro.  La scena è quella di una sala del museo cittadino dove le storie si dipanano tra cerimonie, matrimoni, funerali, nascite, esecuzioni, e feste nazionali, manifestazioni di suffragette, canzoni e ballate, in un susseguirsi di visioni del pensiero e della realtà cittadina, che al pari della storia della famiglia Sloper, si racconta tra solennità religiose e balli, agnizioni (l’apparizione dei familiari defunti) e romanze musicali, tutti alle prese con la nuova società americana: ingenua, puritana e violenta.

“James è uno scrittore essenziale e cattivo, che condanna senza ascoltare ragioni o alibi – sottolinea Giancarlo Sepe -. Egli fa dei sentimenti dei veri e propri mostri che popolano la mente dei suoi personaggi e gli ambienti dove essi vivono. James non concede tregua ai nostri sentimenti che hanno voglia di raccontarsi, invece che essere liquidati con piccole esternazioni cupe e cattive (come fa il dottor Sloper), egli non concede spazi alla festa dell’amore, la chiude invece in una esperienza di morte da cui non riesce più a liberarsi, una morte fatta di silenzi e di remissione dei peccati, quelli di sopravvivere a chi non c’è più. Si dice sempre che quelli che vanno via sono i migliori, allora quelli che restano non contano nulla, sono innocue figure fatte di dabbenaggini e di animi popolari che non amano le raffinatezze. Resta un’America che si celebra pensando però più ai morti che ai vivi”.

Spettacolo con pubblico in palco. Biglietto unico € 15 (intero) e € 13 (G Teatrocard). Biglietteria del Teatro aperta dalle 16.00 alle 19.00 (chiuso la domenica, il lunedì e i giorni festivi). L’acquisto dei biglietti è possibile anche online su www.teatroudine.it e www.vivaticket.it e nei punti vivaticket. Per info: tel. 0432 248418 e biglietteria@teatroudine.it.

 

domenica 25 marzo 2018
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