immagine "La casa degli Spiriti": per l'8 marzo uno spettacolo dedicato alla forza delle donne

"La casa degli Spiriti": per l'8 marzo uno spettacolo dedicato alla forza delle donne

Ispirato al romanzo capolavoro di Isabel Allende di cui costituisce il primo adattamento teatrale, La casa degli spiriti con la regia di Claudia Della Seta e Glenda Sevald va in scena l’8 marzo alle 20.45 al Teatro Nuovo Giovanni da Udine.

La pièce, realizzata da Afrodita compagnia teatro mobile insieme al Teatro arabo-ebraico di Jaffa con drammaturgia di Dani Horowitz, spalanca davanti al pubblico, non a caso l’8 marzo, la vitalità, la forza, la determinazione di cui è capace il mondo femminile.

Una coproduzione internazionale di ampio respiro -  tre atti per la durata complessiva di quattro ore - interpretata in lingua italiana da attori di provenienza araba, israeliana ed europea che avvicina attori italiani ad altri testimoni in prima persona di quanto le speranze di pace in Medio Oriente siano più lontane che mai. Un’esperienza vissuta insieme al pubblico per superare la sofferenza e celebrare la vita.

È il 1976. A Las Tres Marias, residenza estiva della ricca famiglia Trueba in Cile, nonno e nipote si ritrovano nuovamente vicini: il primo, anziano e immobilizzato su una sedia a rotelle, ha contribuito a creare i golpisti cileni; la seconda ne è stata la vittima e torna nella vecchia casa dopo una terribile esperienza di rapimento e tortura. Esteban e Alba hanno credo politici contrapposti ma nonostante questo, o forse proprio per questo, cercano di comprendere le ragioni dell’odio che ha diviso il loro paese per tornare a celebrare la vita. Lui aspetta di morire in pace, lei combatte per vivere. Si odiano, si amano, insieme rievocano gli "spiriti" della loro famiglia devastata - morti, spariti, partiti per sempre - ed essi arrivano allegri, gioviali, lunatici e dolorosi a rappresentare le varie sfaccettature dell’essere umano.

Il progetto di realizzazione de La Casa degli Spiriti è nato nel 2000. Messo in prova a Tel Aviv subito dopo gli accordi Oslo, quando in Medio Oriente era rinata una flebile speranza di pace, non poté andare in scena per l’avvio della seconda Intifada, gli attacchi kamikaze e perché gli attori, giovanissimi, vennero richiamati alle armi. Il debutto avvenne solo l’11 settembre del 2003 a Roma dove i protagonisti, israeliani, ebrei e arabi, si unirono ad attori italiani. La casa degli spiriti ebbe enorme successo, fu rappresentato a Roma e presentato al Festival di Akko in Israele. Riproporre il progetto è un nuovo tentativo di superare collettivamente il trauma di un popolo spaccato in due: una dichiarazione di intenti, oggi più di allora. Qui il teatro è inteso come “ponte”, strumento universale nato dagli uomini per parlare a tutti gli uomini. Ad esso si unisce, con la stessa fisionomia di “anello di congiunzione”, il cibo: elemento capace di superare la sofferenza e celebrare la vita, sia per chi lo cucina che per chi lo riceve. Il “femminile” è elemento che pone l’accento sull’accoglienza e la possibilità di interrompere uno scontro aperto: un tema, questo, caro a Afrodita compagnia che, da tempo, si concentra su un’immagine di donna fuori dagli stereotipi e di cui La casa degli spiriti è testimonianza.

 

sabato 03 marzo 2018
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