SIPARI FURLAN - IL PROGETTO CHE IL GIOVANNI DA UDINE DEDICA ALLA VALORIZZAZIONE DEL TEATRO IN FRIULANO

La novità di Sipari Furlan, il progetto che il Giovanni da Udine dedica quest'anno alla drammaturgia in lingua friulana, non sta certo nell'uso della marilenghe nel principale teatro cittadino quanto, piuttosto, nelle modalità collaborative da cui nasce l'inserimento nella Stagione di tale - attesa - iniziativa. Il Giovanni da Udine è al centro di accordi con Teatro Club che cura le lezioni-spettacolo sulla storia del teatro in friulano dalla seconda metà del 1800 ad oggi, con l'Associazione Teatrale Friulana che mette in scena Mari Aghe per i bambini, con l'Accademia Nico Pepe che presenta in forma teatrale Odissee dalla traduzione dal greco del poema omerico di Visentin e Carrozzo, con il CSS Teatro Stabile di Innovazione del Friuli Venezia Giulia che con l'iniziativa Farie Teatrâl Furlane promuove la scrittura di nuovi testi in friulano mettendo a contatto autori, registi e attori, e presenterà in forma di lettura scenica il risultato del primo ciclo di questo lavoro. Sipari Furlan è dunque prima di tutto un banco di prova della capacità di collaborazione delle forze attive in campo teatrale del territorio, e un test sul gradimento di questa collaborazione da parte di chi ama la lingua friulana. Ogni sforzo è stato fatto perché questa parte della Stagione teatrale del Giovanni da Udine si svolga a livello professionale, dando vita a presentazioni di sicura ed elevata qualità. Gli spettatori, piccoli e grandi, godranno spettacoli preparati con cura e gusto; usciranno soddisfatti dal loro Teatro. E gli accordi fra il Giovanni da Udine e gli altri operatori teatrali del territorio troveranno sviluppi anche nelle prossime Stagioni.

 

Tarcisio Mizzau

Presidente Teatro Nuovo Giovanni da Udine

 

 

 

 

 

 

 

SIPARI FURLAN

Teatro Nuovo Giovanni da Udine - Teatro Club Udine

 

IL TEATRO IN LINGUA FRIULANA: MICROSTORIA DI UN REPERTORIO

LEZIONI – SPETTACOLO

a cura di e condotte da Angela Felice e Paolo Patui

Chiacchierate, citazioni, letture, visioni, ascolti e una tavola rotonda

dedicati alla storia del repertorio in lingua friulana (con qualche eccezione)

 

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero con ritiro del tagliando segnaposto.

 

lunedì 8 febbraio 2010 – ore 18.00

Sapori d’Ottocento nel Friuli che fu, tra Austria e Italia

Pietro Zorutti, Caterina Percoto, Pacifi co Valussi, Francesco Leitemburg, Giuseppe Lazzarini,

Francesco Nassimbeni, Carolina Luzzatto, Emilio Nardini, Carlo Favetti, Teobaldo Ciconi

e altri ancora, senza scordarsi di Ippolito Nievo

Interventi musicali a cura del Laboratorio di Musica da Camera e Canto del Liceo C. Percoto di Udine

direttore Marco Querzola

Letture a cura della compagnia La Loggia diretta da Danilo D’Olivo

Ospite d’onore Fulvio Salimbeni, Università di Udine

 

lunedì 15 febbraio 2010 – ore 18.00

Il Friuli del primo Novecento: un laboratorio tra comicità e presagi d’ombra

Ercole Carletti, Bruno Pellarini, Quintino Ronchi, Tita Rossi, Pietro Someda De Marco,

Costantino Smaniotto, Giuseppe Marioni, Siro Angeli

e altri ancora, senza scordarsi di Giuseppe Ellero

Interventi musicali a cura di Caia Grimaz e Nicoletta Oscuro

Letture a cura della compagnia Sipario di Fagagna diretta da Claudio Mezzelani

Ospite d’onore Gianfranco Ellero, Società Filologica Friulana

 

lunedì 22 febbraio 2010 – ore 18.00

Il Friuli del disagio: nuovi realismi, dubbi, disincanti, labirinti

Alviero Negro, Renato Appi, Lelo Cjanton, Luciano Rocco, Alessandro De Stefani,

Gianni Gregoricchio, Luigi Candoni, Pier Paolo Pasolini

e altri ancora, senza scordarsi di Carlo Sgorlon

Interventi musicali a cura di Vitto Vella

Letture a cura degli attori Claudio Moretti, Sandra Cosatto e Stefano Rizzardi

Ospite d’onore Piera Rizzolatti, Università di Udine

 

lunedì 1 marzo 2010 – ore 18.00

Il Friuli tra due secoli: prospettive, sfide, ipotesi

Incontro-tavola rotonda sulla drammaturgia del presente e sul Friuli che cambia.

Autori e compagnie del Friuli di oggi discutono e si confrontano

con Mario Brandolin e Angela Felice sul teatro del domani

 

IL TEATRO IN LINGUA FRIULANA: MICROSTORIA DI UN REPERTORIO

Udine, 8-15-22 febbraio e 1 marzo 2010

LA STORIA DEL TEATRO UDINESE E FRIULANO RACCONTATA ATTRAVERSO LE COINVOLGENTI LEZIONI-SPETTACOLO DI ANGELA FELICE E PAOLO PATUI CON SUGGESTIONI MUSICALI,  LETTURE, BRANI D'EPOCA ESEGUITI DAL VIVO, FILMATI E IMMAGINI SPESSO INEDITE...

 

Ci sono pochi paesi in cui - come in Italia - parlare di un teatro e di una drammaturgia nazionale appare limitativo e forse generico. Di fatto, la nostra storia del teatro è fatta non di una lingua uniforme, ma piuttosto di tanti tasselli linguistici locali che, ogni volta messi a confronto con la lingua nazionale, ne denunciano spesso l'insipidezza espressiva, l'accademicità e letterarietà linguistiche, tutti fattori comunicativi che giocano a sfavore di quella comunicazione diretta, fisica e quasi carnale che il teatro possiede e che del teatro è la forza forse più specifica e coinvolgente.

Se esiste allora una tradizione teatrale napoletana o una veneta, tanto per citarne due tra le più conosciute, e anche tra le più riuscite, esiste di certo anche una drammaturgia attorno e sulla lingua friulana. Essa  ha poggiato  a lungo, e tuttora, una ricerca espressiva esplicita e motivata al punto tale da dare forma e connotati precisi a un teatro con cui non può non identificarsi chi su questa terra viva o passi.

Queste "lezioni-spettacolo" sul teatro friulano però non hanno pretese esaustive e non poggiano su tesi ideologiche e pregiudiziali. Non vogliono cioè dimostrare che la tradizione di questa terra e di questa civiltà teatrale sia pari,  superiore o inferiore a quella di altri cicli.

La volontà che ne ha fatto nascere l'idea è infatti ben altra. Da un lato, vi agisce la convinzione che non si può negare o ignorare un percorso drammaturgico comunque interessante e quantitativamente ponderoso e frastagliato, a volte debole, a volte sorprendente, a volte interrotto per poi essere ripreso grazie a tensioni di rinnovamento o a inevitabili quanto utili eresie. Dall'altro, vi è la precisa convinzione che nelle parole di un autore, nei personaggi delineati per il palcoscenico, nelle vicende cui si allude o che si rappresentano teatralmente, compare anche  il riflesso mediato della storia di una terra, con le sue contraddizioni come con i suoi momenti  di legittimo orgoglio. Insomma sul tralcio della drammaturgia friulana si attorciglia anche il grappolo della storia del Friuli, costellata di stasi, di scelte coraggiose oppure codarde, dell'energia positiva dei suoi protagonisti, dei segni di una terra e di un popolo e delle tappe di un accidentato percorso storico, che dall'unità nazionale si addentra fino alla complessità del nostro vissuto contemporaneo.

E appunto, per i quattro appuntamenti denominati “Il teatro in lingua friulana: microstoria di un repertorio”, proprio questo lasso di tempo è stato scelto dai due ideatori e conduttori, Angela Felice e Paolo Patui, anime di un sodalizio a due che Udine da anni apprezza e segue con affetto, ben conoscendo la leggerezza  efficace con cui conducono le loro serate. Anche in questo caso, seppure in una veste necessariamente un po' didattica, proprio dentro al teatro di Udine, si racconterà la storia del teatro udinese e friulano, citando autori, fatti e testi drammaturgici, al bivio tra il riconoscimento della specificità del linguaggio della scena e la relazione stretta con l'evolversi della storia e delle vicende caratteristiche della nostra terra. Non mancheranno le inevitabili suggestioni musicali, con brani d'epoca eseguiti dal vivo, filmati, immagini spesso inedite, che faranno da cornice al racconto di Angela e Paolo e ai testi letti di volta in volta da attori friulani.

Spicchi e frammenti che saranno seducente esempio di ciò che il teatro friulano ha saputo produrre in questo ultimo secolo e mezzo di avvincente vitalità.